Menu di San Valentino 2015

Menu in rosso per San Valentino, non perchè i piatti siano composti banalmente con ingredienti rossi, in questo menu di rosso c’è il cuore che ho messo in queste preparazioni e che mi portano indietro nel tempo. Piatti di famiglia super collaudati che ho voluto condividere con i miei migliori amici.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è dsc_8663.jpg

La zuppa imperiale: tazza di brodo arricchita di quadretti dorati che profumano di parmigiano e noce moscata. Si sente tutta l’Emilia in questo piatto, delicato e molto elegante!

Ravioli alla genovese: qui c’è tutto  il ricordo di mio padre; li faceva spesso quando avevamo ospiti; il nome gliel’avevamo dato in famiglia perchè la ricetta proveniva da una signora di Genova. Saporiti e profumatissimi di erbe e stracotto, allora avevano un sapore insolito per noi emiliani, abituati a ripieni di ricotta e mortadella.

Il coniglio disossato (alle volte era faraona), poi farcito con radicchio e servito sempre con la salsa peverada lo faceva la zia Iride, friulana doc e bravissima cuoca. La salsa peverada è molto saporita, a base di fegatini, soppressa, acciuga e pane raffermo, è quasi un piatto unico se spalmata su crostoni di pane caldo!

Siccome un secondo non mi bastava, ho aggiunto gli sfrigoli di maiale: sono i ritagli che derivano dalla lavorazione del suino, in campagna venivano messi all’interno di grossi paioli e fatti cuocere fino a sciogliere quasi tutto il grasso, che diventava lo strutto, mentre dalla carne, salata e rosolata per lungo tempo, ricavavano i ciccioli frolli. Io li ho cotti al tegame  profumandoli con rosmarino, alloro e aceto balsamico tradizionale.

Il bonèt è un budino di antichissima tradizione a base di cioccolato e amaretti, ormai noto a tutti. La ricetta l’ho tratta da un piccolo libro di  ricette piemontesi.

Le sfrappole sono i dolci fritti tipici di Carnevale. A Granarolo, che dista pochi chilometri da Bologna c’era “la Mazza”, una latteria che purtroppo ora ha chiuso l’attività. Ne produceva montagne: sottilissime, friabili, profumate di vaniglia e cotte nello strutto, si scioglievano in bocca  e creavano veramente dipendenza. Ogni anno la mia amica Franca non mancava mai di portarne dei vassoi colmi.

– Menu – 

Zuppa Imperiale in Tazza

Ravioli alla Genovese

Coniglio Farcito con Crostini di Salsa Peverada

Sfrigoli di Maiale con Castagne e Aceto Balsamico

Bonet della Marchesa Gabriella con Chantilly allo Zabaione

Pere al”Vin Brulè”

Sfrappole di Granarolo

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...