Pane Raffermo

Sin da quando ero piccola mi è sempre stato insegnato che il pane non si butta via mai! Anzi, mia zia Erminia, che viveva con noi, mi diceva:” Buttare il pane è peccato!”. Siccome su tutto il resto non era così intransigente, le sue parole mi sono sempre rimaste impresse nella mente e nel cuore. Infatti tutte le volte che nella vita mi sono ritrovata avanzi di pane secco e magari ero tentata di buttarlo non ci sono mai riuscita.

L’utilizzo più comune è ovviamente come pane grattugiato per impanare carne e verdure o anche per preparare i passatelli, tipico piatto della Romagna, che consiglio di fare sempre con il pane grattugiato in casa o al massimo acquistato dai fornai: mai con quello confezionato in buste che vendono nei supermercati!

Utilizzare il pane raffermo è comune a tutte le culture gastronomiche: pensiamo ai canederli del nord Italia, alla pappa al pomodoro toscana, alle pallotte cacio e ova del Sud. Oggi voglio proporvi tre piatti che hanno come protagonista questo ingrediente: canederli in brodo, canederli asciutti al burro e salvia abbinati al cavolo capuccio, passatelli in brodo e budino di pane.

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